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21.5.06
VolvèrL'ho amato a prima vista. Grande cinema, grandi donne. Da non perdere e magari, dopo una prima volta, anche... volvèr.
10.5.06
IstituzioniNapolitano, Marini, Bertinotti. Abbiamo facce nuove, serie, affidabili. Istituzionali, senza discussioni.
4.5.06
![]() VanitàScrivo di film, quassù, e poi di libri e di musica, con preoccupata presunzione. Credo di poter dire qualcosa di diverso dai critici di professione, salvo poi scimmiottarli nel linguaggio e nel tentativo di interpretare fili nascosti, significati reconditi, messaggi non visti.Stavo pensando di farlo, qualche giorno fa, per suggerire di vedere tre film (Inside man, di Spike Lee; La terra, di Sergio Rubini; False verità, di Atom Egoyan) e di evitarne a tutti i costi un paio (Le particelle elementari, di un regista tedesco che non è Fassbinder e già questo basterebbe; Chiedi alla polvere, mooolto liberamente tratto dal romanzo di John Fante), quando mi sono imbattuto in una trentina di righe di Roberto Nepoti su Repubblica del 7 aprile, proprio a proposito di Inside man. Queste sono le ultime: In sovrappiù, Lee riesce a mettere dentro un film di genere fatto secondo le regole i temi d'attualiyà che - giustamente - lo ossessionano: i timori sulla metamorfosi dell'America seguita all'11 settembre; le relazioni interrazziali, sempre in primo piano nella sua filmografia; le collusioni tra onesto e disonesto, giusto e ingiusto. Ci aggiunge una dose di humour (il bambino di colore fan di 50 Cent), tocco finale di un film che unisce piaceri del "classicismo" e osservazione della realtà come, oggi, ben pochi altri sanno fare. Mi sono chiesto: che cosa scrivo a fare? che cos'altro posso aggiungere?
![]() Dove ti leggerò?Ho già parlato della sottile, silenziosa affinità che, per un curioso sesto senso, penso di avere con Beppe Sebaste, scrittore e pensatore raffinato. Non ho parlato, però, del fatto che i suoi Lunedì al sole, una rubrica di riflessioni spesso molto acute, mi abbiano indotto a inserire l'Unità tra le letture quotidiane. Perché, come ha scritto lunedì: Tra le ragioni per cui oggi si sceglie un giornale, oltre a un senso di appartenenza, c'è la "cultura" e i suoi orizzonti, quel senso di inattualità e apertura che non serve cause o scopi, come la pubblicità o la propaganda, ma guida, orienta, suggerisce quale responsabilità vi sia dietro ogni politica, dietro ogni linguaggio, dietro ogni scelta od omissione etica. Cultura è educazione, e quanto più sembra indiretta tanto più è connessa al nostro qui e ora. (...) Si sceglie infine un giornale anche per lo stile delle idee, il tono narrativo e descrittivo, l'empatia che emana, la qualità della scrittura. Lo stile, come sapevano gli antichi, è una postura etica. Lo stile è politico e di vita.E' esattamente il motivo della mia scelta. E oggi anche la causa di una sorta di spaesamento. Perché poche righe più avanti, Sebaste ha annunciato che il 1° maggio è stato il suo ultimo Lunedì al sole: "una decisione personale e privata" dice, che rispetto ma mi ha fatto scrivere una mail per chiedergli dove potrò leggerlo d'ora in poi, per fargli sentire la mancanza. Beppe mi ha risposto (e già questo è un bellissimo segno) al volo. Mi farà sapere presto e io vi terrò informati.
3.5.06
Frasi da trasporto / 2Stazione di una metropolitana milanese. Il treno � in ritardo, nessuna indicazione sul display. Annuncio automatico - In attesa dei treni, non oltrepassare la linea gialla. Due minuti più tardi, l'arrivo del treno non � ancora annunciato. Annuncio automatico - In attesa dei treni, non oltrepassare la linea gialla. Quattro minuti più tardi, sulla banchina si affollano i passeggeri in attesa. Annuncio automatico - In attesa dei treni... Passeggero in banchina - ... voi fateli arrivare.
Frasi da trasporto / 1Alla biglietteria dei pullman da Volos ad Atene, Grecia. Viaggiatore - Scusi, quanto ci mette il pullman? Venditore - Quattro ore e mezza. Viaggiatore - Ah... Ma qui vedo un pullman express. Venditore - Sì. Viaggiatore - E quanto ci mette l'express. Venditore - Quattro ore e un quarto.
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Scrivere per la rete
Leggere per se stessi Il weblog
di
Carlo Annese
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