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25.4.05
25 aprile![]() Il centrodestra ha in parte ragione a disertare la manifestazione del 25 aprile perché c'è un'altra dittatura che non è stata adeguatamente cancellata dal pensiero di molti: la dittatura comunista. Mi dispiacerà vedere le bandiere rosse, vorrei vedere tutti tricoloriNon potendo partecipare alla manifestazione di oggi pomeriggio, io mi adeguo quassù. Per chi riesce a leggere in tempo questo post, invito a vedere un documentario che sarà trasmesso questa sera alle 23 da History Channel, dal titolo La sottile linea brasiliana, sulle truppe brasiliane che liberarono le colline modenesi.
21.4.05
Api di quartiere![]() L’idea mi è sembrata originale (la foto da cellulare non le rende giustizia), ma ho scoperto che è vecchia di cinque anni ed è supportata da un cartoncino promozionale sul cui retro è stata fotografata una vera e propria rassegna stampa. Me lo ha mostrato Veronica, che, oltre a vendere per strada, fa da pierre di questa iniziativa lanciata da Valeria Ferlini, titolare di uno spazio di moda bimbi in via Montenapoleone. L’Ape Malandra ha alcune sorelle raffinate che girano tra Cortina, Forte dei Marmi, la Brianza e Salina, e affida parte dei lavori di sartoria al laboratorio creato all’interno del carcere di San Vittore.
Milanesi![]() Martedì sera ho accompagnato il mio splendido nipotino al Teatro Studio, per assistere alla prima di Michele Strogoff, con le marionette di Carlo Colla. Spettacolo stupendo, scene bellissime, costumi multicolori e di una perfezione che non si può più definire di alto artigianato, bensì di pura arte. Purtroppo, alle mie spalle, alcuni genitori che avevano scaricato i figli nelle prime file (peraltro, amici dei marionettisti!) hanno chiacchierato, riso, commentato i cavoli propri rumorosamente per tutto il tempo. Prima che cominciasse l’ultimo quadro, mi sono girato e ho detto a uno di loro, occhialuto e largo come Gerry Scotti: «I bambini sono un pochino più educati». Sul momento, ha taciuto; pochi istanti dopo, ripresosi dallo stupore, mi ha gentilmente dato del deficiente. Poi, naturalmente, guadagnando l’uscita, ha preso a insultarmi («Sei un idiota» e io «Grazie, va bene». «E ti fa dare dell’idiota davanti al bambino?» e io «Sì, va bene». «Chiamami quando vuoi, così ti dò dell’idiota perché sei un idiota» e io «Buonasera, grazie) e ha continuato, dicendomi: «La prossima volta, te li dò io i soldi per andare da un’altra parte». Ho avuto l’infelice idea di mettere mano al portafogli e dirgli che, se aveva bisogno, glieli avrei dati io i soldi. Lui, sempre più simpaticamente, mi ha risposto: «Cosa prendi il portafogli, da lì puoi tirar fuori solo la tessera di povertà». Milanese nell’indole e nella profonda, ignorante, interiore, pezzente inciviltà. Lunedì sera ho parlato troppo poco.
17.4.05
E.reporter![]()
16.4.05
Parola d'ordine: eventi![]() ![]() La zona attorno a San Siro, giovedì a mezzanotte, era un tappeto di bottiglie di birra vuote, un immondezzaio, con una bella aria da fumo... passivo. Attorno all'una, andando via, sono passato davanti a una sala nella quale si era appena concluso un evento. L'unico oggetto superstite era un enorme vaso dal quale spuntavano dei fiori finti (probabilmente parte dell'arredamento dello stadio): in fila, ordinatamente, decine di ragazze e ragazzi aspettavano il loro turno per sfilare un fiore a testa e portarlo a casa come souvenir. Altri commentavano, urlando sopra la musica di Arto Lindsay e di un gruppo di percussionisti brasiliani: "Non c'è niente da mangiare, per bere si deve pagare. Ma che cazzo siamo venuti a fare?" ![]() Mesi fa, quando sembrava che ci fosse la possibilità di trasferirmi e lavorare per un quotidiano bolognese di nuova pubblicazione (poi mai più avvenuta), discussi con un collega di un giornale concorrente dell'enorme fermento artistico underground di quella città. "Aigi" mi disse: "E' vero, qui accade tanto. Ma nessuno riesce a spiegare che cosa". Sfogliando il dorso milanese del Corriere della Sera, giovedì, ho pensato che chiedere a Camila Raznovich, emergente personaggio televisivo, di tenere una rubrica sulle notti milanesi fosse un'ottima idea per capire dall'interno tendenze, linguaggi, orientamenti. Ho letto fiducioso l'esordio (tutto minuscolo): A fine giornata, intorno alla mezzanotte, trovo rifugio nella solitudine della mia macchina, i Coldplay come colonna sonora, passo per via savona, centro nevralgico del "coolness milanese" e mi viene in mente che è iniziato il salone del mobile, che c'è la maratona dei dj: ohmiodio, la città è già un delirio, per tutta la settimana non si trovano taxi, i commessi sono più stressati del solito, c'è la consueta invasione di giap col loro passo corto ma spedito, ci sono feste, vernissage, eventi, mostre, concerti, happening... ogni stagione ci si inventa anche un termine nuovo per stupire e assicurarsi la milanodabere. Che bellezza circolare col finestrino abbassato, godere della primavera che nonostante tutto già aleggia nell'aria, vedere i locali che si aprono e i ragazzi che invadono i marciapiedi, gli alberi fiori della circonvallazione che riescono a colorare una città altrimenti grigia.No, dico, ma sei scema? Fossi stato in Giangiacomo Schiavi, il capo delle cronache milanesi del Corriere, avrei alzato il telefono e avrei chiamato Camila venerdì, di prima mattina, visto che è andata a dormire presto. L'avrei ribaltata seduta stante e le avrei detto una frase sola per chiudere la conversazione e la collaborazione: "Abbiamo perso un'altra splendida occasione". Camila, per tacere; Milano, per capire. Servono interpreti credibili, attendibili, vicini a ciò che accade, molto vicini. Non necessariamente sociologi o antropologi, musicologi o critici d'arte. Basterebbero semplici decrittatori di linguaggi, gente comune semplicemente curiosa delle trasformazioni in atto, che usa quei linguaggi o cerca di capirli, stando dentro i fenomeni. Che possano essere i blogger?
14.4.05
Non è un realityChi può (e non ha nient'altro da fare...), si sintonizzi su Sky Sport 1 o domani (venerdì 15) a mezzanotte oppure sabato alle 18. Si parla dell'operina con gli autori: sì, insomma, sarò in video e reciterò me stesso.
La città degli eventi![]() ![]() ![]() ![]() Se non fosse stato per la Fiera del Mobile e i tanti eventi collaterali forse non sarei mai riuscito a penetrare così in profondità dentro un pezzetto, non lontano da casa mia della città. Né credo che ne avrei facilmente letto (tanto meno credo che riuscirò a farlo) sui giornali che si occupano della cronaca locale. E' più facile occuparsi della superficie, trascrivendo in bella copia qualche comunicato stampa inzeppato di termini specialistici inglesi oppure raccontando l'atmosfera glamour dei parties più frequentati e dei loro frequentati che martedì si imbarcheranno su qualche volo per la Scandinavia o la Corea e torneranno, chissà, tra un anno o forse più, che descrivere come Milano stia comunque muovendosi, trasformandosi, ricomponendosi e ridestinandosi, anche se la sua vetrina - l'Amministrazione comunale, i grandi marchi, la Scala, ecc. - sembra sempre più imbalsamata e immobile. Ecco, questo potrebbe essere un tema interessante e di stringente attualità a cui dedicare uno di quei blog locali di cui si discuteva poco più di un anno fa ma di cui mi sembra si sia nel frattempo persa traccia: informazione sul campo, architettura da neofiti, sociologia semplice ma sincera, ma il tutto basato su dati di fatto e sulla storia, passata e presente, di luoghi e persone.
13.4.05
Aperitivi e design![]() Si riconoscono (foto 1) dalle borse a tracolla, dagli occhiali trendy, dai pantaloni dal taglio molto morbido. Si identificano dalla quantità industriale di vino e di cocktail che sorseggiano amabilmente dalle 18 in su, davanti a locali di ogni genere, facilmente riconoscibili per un segnale rosso davanti all'ingresso. ![]() E, soprattutto, per gli innumerevoli bicchierini di carta (foto 2, entrambe scattate martedì sera alle prime oopening night, rigorosamente in english) che adoperano a vario titolo (per bere, per depositare cenere e mozziconi oppure candele a effetto fusion). E' il popolo del design che ha occupato silenziosamente, elegantemente, Milano, su un soffuso tappeto musicale "ambient".
E sono soddisfazioni![]() Vetrina della Libreria Hoepli, a pochi passi dalla Scala di Milano (foto scattata con il cellulare). L’operina appare in tutto il suo splendore in ottima compagnia, in mezzo a:
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Scrivere per la rete
Leggere per se stessi Il weblog
di
Carlo Annese
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